Menu
Login
  • Leonardo in adda 2 web
  • Leonardo in adda koine
  • Leonardo in adda
  • Leonardo koine teatro nei musei
  • Koine nei musei

LEONARDO IN ADDA

2018-01-07

LEONARDO: Il moto che cogli è circolare. È una rotazione che scava un vuoto nel mezzo. 
Questa piccola voragine sembra chiudersi come un imbuto. 
Sul bordo, dove la superficie comincia a sprofondare, il movimento di rotazione si avvia piano, poi aumenta sempre più velocemente avvicinandosi al centro. 
La figura geometrica provvisoria di cui ti servi per descrivere l’immagine che ti mandano gli occhi è quella di un cono rovesciato. 
Ma subito noti che i cerchi concentrici che si restringono verso il basso non scendono perpendicolari ad un asse centrale, ma si inclinano progressivamente. 
Cerca nella memoria il ricordo del guscio di una lumaca. Di una chiocciola. Tira fuori quell’immagine e prova a sovrapporla a quello che vedi. 
Se vuoi avere una percezione tattile di ciò che la vista sta elaborando,

tocca con l’indice di una mano il punto in cui il tuo orecchio diventa un foro che entra nella testa. 
Avanti, qui nessuno penserà che tu sia un sudicione. Fai scorrere il polpastrello con attenzione lungo le curve che senti. 
Quella forma sembra arrotolarsi su se stessa come l’acqua che scivola nel vortice. 
Ora diresti che l’oggetto della tua osservazione è un buco che si avvita nell’acqua e che ne ingoia una buona quantità. 
Eppure la superficie circostante appare quasi immobile, quindi non attratta dal moto turbinoso che essa circonda. 
Anzi, dal vortice si generano delle onde concentriche che si allontanano da esso.

 

In una sala del museo è stato allestito il Teatro del Codice Atlantico che cita, sia nella metodologia archivistica che nella sua struttura architettonica, il famoso Teatro della Memoria di Giulio Camillo. Il teatro archivio del filosofo cinquecentesco, come lo descrive Frances Yeats nel suo saggio L’Arte della Memoria (Einaudi, 1972), era composto da innumerevoli cassettiere sistemate ad anfiteatro. 
Dentro i cassetti erano state archiviate le immagini archetipiche e simboliche che, nell’intento dell’autore, avrebbero messo in connessione l’intero sapere universale. 
Il nostro Teatro del Codice Atlantico, allo stesso modo, si propone di far affiorare nella mente del fruitore l’idea che, attraversando le pagine del codice, è possibile mettere in connessione l’intero sapere universale.
Il visitatore, entrando nella sala, si troverà davanti le cassettiere dentro le quali sono stati archiviati 56 fogli del Codice Atlantico (quelli che descrivono la fisica, il moto e i riflessi luminosi dell’acqua) e sarà guidato all'analisi e all'ascolto dei testi e delle riflessioni di Leonardo grazie alle voci proveniente dal lettore mp3 e grazie alla migliore riproduzione tipografica del Codice Atlantico esistente.

In un'altra sala del museo si può assistere ala Tavola d’acqua, ovvero un grande acquario in cui sono ricreati i moti dell’acqua che Leonardo ha più frequentemente descritto nei suoi taccuini: flusso, onda, vortice. È ipotizzabile che Leonardo abbia condotto buona parte delle osservazioni che poi annotò lungo il corso dell’Adda, e dei canali che da esso sono stati derivati, tra Paderno e Vaprio; un tratto del fiume in cui la morfologia dell’alveo e la trasparenza delle acque offrono la possibilità di vedere una grande varietà di dinamiche idrauliche. Come è noto, Leonardo dedicò la sua attenzione a moltissimi aspetti della natura, ma sul tema dell’acqua ritornò per tutta la vita, modificando il punto di vista e i presupposti della ricerca. L’acqua, la sua natura e i suoi moti, è quindi l’oggetto più adatto per provare a descrivere il metodo di osservazione di Leonardo, che è forse l’elemento che più caratterizza l’originalità della sua opera. Come sostiene Marianne Schneider nell’introduzione a una raccolta di scritti di Leonardo sulle acque (Delle acque, Sellerio, 2001), “Nell’osservare un’onda, per lui esistono solo l’onda e l’occhio che la guarda; e quest’occhio non ha altro scopo che guardare, abbandonarsi a ciò che vede …. Leonardo … continua a guardare l’onda per tutta la vita, scegliendo ogni volta un punto di osservazione diverso, scoprendo ogni volta un aspetto che prima non aveva conosciuto, e così man mano distinguendo l’innumerevole varietà delle onde.” 
Con la Tavola d’acqua si fa sperimentare al visitatore lo sguardo di Leonardo, la sua capacità di descrivere i fenomeni con precisione scientifica e di connetterli tra loro per mezzo di analogie, in visioni che gli suggeriva la sua natura di artista. 
Entrando nella sala, il visitatore sarà condotto dalle voci di attori provenienti dalle cuffie dell’Mp3 a disporsi intorno alla tavola d’acqua. Gli sarà comunicato che sta per vivere un’esperienza in cui dovrà utilizzare due sensi: la vista e l’udito. Il metro cubo d’acqua che ha davanti, ora immobile, sta per fluire, ondeggiare e vorticare per dare la possibilità ai suoi umidi occhi di osservarne la dinamica, con gli stessi metodi che usava Leonardo. L’esperienza continuerà offrendo al visitatore la possibilità di osservare i moti dell’acqua descritti da Leonardo, prodotti da un sistema coordinato di pompe e illuminati alternativamente da diverse angolazioni e con diversi tipi di apparecchi per permetterne una lettura efficace ed emozionante. 

Il risultato pedagogico che si è voluto ottenere con la Tavola d’acqua è di innescare nel visitatore un processo comportamentale e mentale simile a quello descritto da Goethe nella Teoria dei colori: “il semplice sguardo si trasforma in osservazione, l’osservazione in riflessione, dalla riflessione nasce la connessione”.

Puoi visualizzare un video di presentazione della galleria a questo indirizzo: http://youtu.be/L1DDebAijW4

 

Progetto e regia: Koinè Testi: Paolo Pagliani, Silvio Panini. Registrazioni e montaggio audio: Silvio Panini, Paolo Pagliani, Marco Rebecchi. Interpreti: Silvio Panini, Marco Rebecchi, Paolo Pagliani, Hendry Proni, Stefano Detassis - Organizzazione: Marco Rebecchi

Il percorso sonoro, realizzato in collaborazione con Coclea soc. coop. soc., è stato inaugurato il 18 Dicembre 2011

È stato prodotto all'interno del progetto ABCD - Adda Biocultural District, grazie al contributo di Parco Adda Nord e Fondazione Cariplo.