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ACCADDE IN ROCCA

Racconti teatralizzati per tre secoli di storia della Rocca di Vignola

2017-10-24

Il progetto Accadde in Rocca ha avuto come teatro d’azione la Rocca di Vignola (MO), e come scopo quello di trasformare un contesto abitualmente estraneo ad attori e drammaturgie (un castello medievale per l’appunto) in uno stratificato cantiere teatrale. 
Alle diverse destinazioni d’uso di ogni piano della rocca corrispondono altrettante diverse visioni del mondo. 
Ciò che si è messo in scena nelle successive edizioni del progetto si è sempre basato su un fatto di storia realmente accaduto tra le mura del castello, rielaborato con un approccio prettamente teatrale, facendo uso, cioè, della fantasia e della metafora, trasformando la microstoria locale in un evento senza tempo, in un pezzo di storia narrativa che si è allacciato alla storia personale di ogni spettatore. 
Tuttavia, il centro di ogni istanza teatrale, il contenuto principe di ogni testo messo in scena durante Accadde in Rocca, è sempre stato il contenitore: la Rocca di Vignola. 
Lungi pertanto dal fare un’operazione di semplice rievocazione storica di un dato periodo, il lavoro di Koinè ha puntato più sul creare un’evocazione storica, una performance che fosse sì intessuta di storia, ma in grado di raccontare il presente in ciò che di immutato si dispiegava ancora davanti agli spettatori: la Rocca. 
E la storia che ha attraversato la Rocca durante i secoli è diventata per tanto un espediente, un medium a latere per raccontare il castello e le sue stratificazioni, le diverse visioni del mondo che ogni piano, ogni stanza, ogni scala,… immancabilmente portano con sé. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

Il formato dello spettacolo – invariato nelle successive edizioni – prevede la dotazione di ogni spettatore di una radio portatile, attraverso la quale verrà guidato, una volta diviso l’intero pubblico in diversi gruppi, all’interno della Rocca e nelle differenti scene allestite dai sotterranei sino ai camminamenti. 
Una volta giunti a destinazione tutti i gruppi, lo spettacolo prende il via, le cuffie vengono abbassate sul collo, e il pubblico assiste ad una scena dal vivo. 
Tutte le scene, della medesima durata, terminano al suono unanime di una sirena, che dà il via ad un nuovo trasferimento. 
Dalla radio che porta con sé ogni spettatore ascolterà il prologo e l’epilogo dello spettacolo, e, durante i tragitti, alcuni riferimenti che lo aiuteranno a contestualizzare il periodo storico messo in scena, eterodosse scorribande storiografiche e pseudo-storiografiche, aneddoti, dissertazioni filosofiche, ricette di cucina, … 
Filo rosso che collega le diverse edizioni è inoltre un’attiva partecipazione del pubblico nella realizzazione di alcune scene: dal trainare una slitta pentagonale da un estremo all’altro di piazza dei Contrari, al reggere stendardi, al custodire armato di un fucile gli abiti e le borse di altri spettatori, recitare alcune battute, giocare assieme agli attori al pela il chiù, e via dicendo. 
Trasformarsi, cioè, da un inerme e passivo spettatore, ad un partecipe ed attivo spett’attore.

 

Accadde in Rocca 2007 
Racconto teatrale dei preparativi, materiali e spirituali, messi a punto per la visita del Duca Borso d’Este e del Duca di Mantova alla Rocca di Vignola il 29 luglio 1458.
Lo spettacolo intende raccontare ciò che simultaneamente successe nella Rocca di Vignola negli ultimi venti minuti che precedettero l’arrivo di Borso d’Este. 
I cinque piani della Rocca magicamente si ripopolano con gli attori e gli spettatori, che incarnano le differenti anime della società dell’epoca: un coro di voci, un brulicare di gente che collabora e si diverte per rivivere tutti insieme l’emozione di un lontano giorno del 1458. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Accadde in Rocca 2008
Racconto teatrale di cinque visite vissute (dal 1537 al 1566) dall’architetto Jacopo Barozzi nei cinque piani della Rocca diVignola
Anche per questa edizione le scenografie e i testi dello spettacolo rispettano e amplificano le destinazioni d’uso dei cinque piani della Rocca di Vignola. Non è l’edificio ad adattarsi a Jacopo Barozzi, ma la vita dell’insigne architetto ad integrarsi, a compiersi negli spazi sociali delle diverse sale, nei variegati piani. 
Lo spettacolo è da intendersi come un omaggio di Jacopo Barozzi alla Rocca di Vignola, a quelle esperienze, corporee e mentali, che ha potuto vivere nelle sue sale. Questo non è solo un teatro di visione e di ascolto, ma diventa un luogo in cui lo spettatore può aprire gli occhi di fronte a qualcosa che lui stesso è chiamato ad interpretare. 

 

Accadde in Rocca 2009
St(r)ati d'Assedio
Gli strati di senso della Rocca, che sono le diverse destinazione d’uso dei suoi piani architettonici, hanno ospitato la messa in scena del misconosciuto Assedio di Vignola del 1745, con un triplice scopo:
1. Far conoscere i fatti che vissero e subirono la rocca e la città di Vignola durante quei 7 giorni del 1745, quando due eserciti stranieri, in guerra in casa d’altri, l’avevano scelta come occasionale campo di battaglia.
2. Rappresentare ed evocare i comportamenti e gli stati d’animo prodotti, sugli uomini e le donne di Vignola, dallo stato fisico coatto dell’assedio. 
3. Far capire come lo stato d’assedio si evolve con l’evolversi della storia che ha il potere di trasformare le forme del conflitto. 

 

 

 

 

 

Ideazione: Centro Documentazione Fondazione di Vignola - Regia e scenografie: Silvio Panini - Testi: Paolo Pagliani, Silvio Panini e Hendry Proni - Musiche originali: Tiziano Popoli, Gabriele Malavasi - Costumi: Loredana Averci – Interpreti 2007: Rosamaria Maino, Paola Garavaldi, Fulvia Gasparini, Hendry Proni, Vincenzo di Maio, Marco Rebecchi, Michele Cosentini, Matteo Garattoni, Tanino De Rosa, Giorgio Incerti – Interpreti 2008: Rosamaria Maino, Francesco Bruno, Hendry Proni, Marcello Paesano, Renzo Morselli, Stefano Detassis, Paolo Pagliani, Giorgio Incerti, Michele Cosentini, Marco Rebecchi. Tecnici: Roberto Monari, Cesare Panini, Flavio Maino, Sauro Petrollino - Organizzazione: Gabriele Malavasi, Simona Panini – Fotografie: Aquilino Richeldi ed Enzo Venturelli del Gruppo di documentazione Mezaluna – Mario Menabue 


Lo spettacolo è stato prodotto dalla Fondazione di Vignola. 
Debutto: aprile 2007. È stato replicato per 7 giornate, ogni volta con una matinée per le scuole e una serale. 
Nell’aprile 2008 è andata in scena la seconda edizione, replicate per 8 giornate, ogni volta con una matinée per le scuole e una serale aperta al pubblico.
Nell'aprile 2009 è stata prodotta la terza edizione, sempre con 8 repliche dedicate alle scuole e al pubblico.
Nelle prime due edizioni hanno partecipato alla realizzazione di una delle scene alcuni studenti del Liceo “Allegretti” di Vignola, nella terza edizione alcuni studenti dell'Istituto "P. Levi" di Vignola.